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Il Vaticano chiede aiuto a Peres per trovare i colpevoli degli atti anticristiani

Fr. Pierbattista Pizzaballa OFM

Padre Pierbattista Pizzaballa, Custode di Terra Santa, responsabile dei francescani in Israele reagisce agli attacchi alla comunità Battista in via Narkis a Gerusalemme.

Un alto rappresentante della Chiesa cattolica ha chiesto al presidente Shimon Peres di utilizzare il prestigio del suo ufficio per trovare i responsabili di una serie di incidenti delle ultime settimane, in cui sono stati presi di mira siti cristiani a Gerusalemme.

P. Pierbattista Pizzaballa, Custode di Terra Santa e responsabile dell'Ordine francescano in Israele, ha contestato gli incidenti che includono scritte offensive in via Narkis, sede della Congregazione Battista, in un cimitero cristiano sul monte Sion e sul monastero greco-ortodosso nella Valle della Croce. Gli slogan dichiaravano: "Gesù è morto", "Morte al cristianesimo", "Maria è una …" e "Price tag" .

"Price tag", "targhetta di prezzo" è il nome di una campagna spesso violenta condotta da militanti coloni ebrei e nazionalisti, finalizzata principalmente contro i palestinesi e gli attivisti pacifisti israeliani. Secondo la polizia la maggior parte degli atti di vandalismo contro gli obiettivi cristiani, inclusi quelli di danneggiamento alle auto parcheggiate nei pressi di chiese, sono state effettuate da autori isolati imitando un comportamento provocatorio e non da un gruppo organizzato.

Padre Pizzaballa, che è ritenuto un autorevole rappresentante del papa Benedetto XVI, ha scritto la lettera al presidente Peres, nonostante i siti colpiti non appartengano alla Chiesa cattolica.

"Questi atti", ha scritto Pizzaballa, "che per quanto ne so non hanno portato ad alcun arresto, sono un esempio doloroso in una serie di azioni analoghe svolte ultimamente, senza quasi nessun ostacolo. Come Lei sa, non è la mia pratica di scrivere lettere come questa. Le varie comunità cristiane vivono tranquillamente e pacificamente in Israele, con rispetto, apprezzamento e buoni rapporti con ebrei e musulmani... Purtroppo, nel corso degli anni abbiamo imparato a ignorare le provocazioni e continuare la nostra vita quotidiana. Tuttavia, sembra che sia stata superata la linea rossa perciò non possiamo rimanere in silenzio. Questi scioccanti slogan apparsi sui siti cristiani di preghiera, specialmente a Gerusalemme, feriscono i sentimenti di tutti i cristiani in Israele, indipendentemente dal loro credo, come pure di centinaia di migliaia di pellegrini in visita a Gerusalemme e in Terra Santa, e altri milioni in tutto il mondo. Le sarei grato - ha continuato - se Lei utilizzasse tutta la potenza e l'influenza verso le autorità in modo che queste pericolose provocazioni siano sradicate e si arrestino tali atti, prima che diventino una parte abituale della vita cristiana in Israele".

By Nir Hasson
Haaretz - 27.02.2012

Haaretz: Versione originale in inglese

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