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Yad Vashem: più di 1000 sacerdoti cattolici hanno rischiato la vita

Scritto il gen 28, 2015 a Attualità locale, Dialogo, Politica e società

GERUSALEMME – Nell’occasione dell’anniversario della liberazione di Auschwitz, un richiamo sulla Shoah. La ricerca condotta nell’archivio dello Yad Vashem a Gerusalemme, circa il periodo 1939-1945, ha messo in luce come più di mille sacerdoti cattolici polacchi hanno rischiato la loro vita – 30 l’hanno perduta – per salvare degli ebrei durante la seconda guerra mondiale.
L’avvocato nazista Hans Michael Frank, governatore generale della Polonia durante l’occupazione tedesca, il 15 ottobre 1941, aveva decretato che tutti coloro che avessero aiutato gli ebrei a fuggire sarebbero stati messi a morte. Nonostante la minaccia, migliaia di Polacchi tra cui numerosi sacerdoti, rischiarono la vita per salvare gli ebrei dai campi di di Auschwitz di Treblinka e dagli altri campi di sterminio in Polonia.
Le ricerche sono state condotte su circa 18 0000 documenti, migliaia di pagine provenienti da archivi, biblioteche e musei.
Nell’introduzione al suo libro “Darò loro un nome eterno: i Polacchi che hanno salvato Ebrei nella zona di Treblinka” (I Will Give Them an Everlasting Name : Poles Saving Jews in the Area of Treblinka), lo storico Antony Polonsky sostiene che un numero di circa 40/60 000 ebrei fu salvato grazie all’aiuto dei Polacchi.
“La rete di protezione dei Polacchi contava tra 160 000 e 360 000 persone, ha scritto. Tutte hanno rischiato la loro vita e quella dei loro parenti per aiutare e salvare degli ebrei”. Molti di loro erano sacerdoti.
Questi ultimi non sono stati risparmiati dall’Occupazione tedesca: dei circa 16 000 sacerdoti che la Polonia contava nel 1939, circa 4 000 furono imprigionati in diversi campi di sterminio e ben 2 000 furono uccisi nella camere a gas. In certe diocesi come Włocławek, Gniezno et Chelmno, circa la metà dei sacerdoti furono uccisi.
Molti continuarono ad aiutare le persone in difficoltà, ebrei in modo particolare. L’aiuto della Chiesa cattolica faceva parte di un programma nel quale i sacerdoti agivano in segreto.
Prima della seconda guerra mondiale la Polonia contava la più grande comunità ebraica al mondo. Secondo il Memoriale dell’Olocausto degli Stati Uniti, a Washington, nel 1933 vivevano in Europa nove milioni e cinquecentomila ebrei, l’1,7% della popolazione europea e il 60% della popolazione ebraica mondiale, stimata all’epoca in 15 milioni e 300 mila. La sola Polonia ne contava più di tre milioni. Nel corso della guerra, tre milioni di ebrei e tre milioni di cattolici polacchi furono assassinati.
Articolo di Pawel Rytel-Andrianik per Zenit.org

fonte http://it.lpj.org/2015/01/28/yad-vashem-piu-di-1000-sacerdoti-cattolici-hanno-rischiato-la-vita/

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