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Festa delle Stimmate di San Francesco di Assisi

Festa delle Stimmate di San Francesco di Assisi

Acri

17 Settembre 2021

Messa solenne ore 18.00

 

 

LE STIMMATE DI SAN FRANCESCO

Che Dio sacrifichi suo Figlio sulla Croce per la nostra salvezza è un mistero. Che Dio scelga alcuni individui da marcare – segnare – nei loro corpi con i segni sacri della crocifissione è anche questo un mistero. Nella lettera ai Colossesi san Paolo scrive: "Perciò sono lieto delle sofferenze che sopporto per voi e completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo, a favore del suo corpo che è la Chiesa” (Col 1,24).

San Paolo non sta dicendo che manchi il potere salvifico del sacrificio di Cristo. Vede piuttosto la propria persecuzione e sofferenza come parte di un servizio che Cristo ha dato da compiere a tutti i suoi seguaci.

San Francesco desiderava essere un degno seguace di Cristo, identificarsi intimamente con il corpo sofferente di Cristo. Fonti francescane dicono che Francesco ha pregato per due doni: sentire nel proprio corpo il dolore della passione di Gesù e conoscere nel suo cuore l'amore che Gesù ha provato per tutta l'umanità.

Questo desiderio si è realizzato in Francesco con il dono delle Stimmate. 

Nel 1226, due anni prima della sua morte, San Francesco si ritirò su un monte fuori Assisi, digiunando per 40 giorni in preparazione della festa di San Michele. Nella festa dell'Esaltazione della Croce, mentre era in preghiera, gli apparve un angelo serafino crocifisso. L'esperienza lasciò a Francesco le stesse ferite di Cristo: visibili, sanguinanti e dolorose.

Si ricorda che, nella sua umiltà, Francesco discusse sull'opportunità di far conoscere o meno agli altri questo grande dono ricevuto. Fu riconosciuto, nel discernimento con i suoi fratelli più stretti e il suo confessore, fr. Leone, che questo era un dono sia per Francesco che per tutti.

I segni delle piaghe di Cristo sul corpo di San Francesco ricordano che la Chiesa guarda a questo santo come uno dei grandi esempi di santità. Francesco ha cercato di imitare Cristo. La croce è il segno della nostra redenzione e ci ricorda la chiamata ad abbracciare la sofferenza per la causa della giustizia, un valore che il mondo rifiuta. Cristo stesso ha detto ai suoi discepoli, e a noi, “Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua" (Mt 16,24). Questa è la condizione del discepolato. Questo è quello che ha fatto Francesco.

Come Francesco, preghiamo per la grazia di desiderare e di seguire Cristo in ogni modo e di abbracciare la croce.

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Photo Copyright: © Marie-Armelle Beaulieu/CTS

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